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Fabio mi narrò un giorno, a casa del comune amico Daniele, una visione che aveva materializzato in un racconto fantastico proiettato nella sua mente e nel suono delle sue parole. Quelle parole finirono dentro una bottiglietta di Ecoline, poggiata sulla tavola del Subbuteo del nostro amico, che mi affrettai a tappare immediatamente. La riposi nella libreria di ferro rosso della mia camera in Via Nemorense, dove si confuse con altre bottigliette sue sorelle. Lì riposò per qualche mese: forse per anni. Quando la riaprii linchiostro che ne fuoriuscì macchiò indelebilmente, spruzzandoli dacquerello, alcuni cartoncini Shoeller poggiati sul mio tavolo da disegno sul quale sonnecchiava, al tepore della lampada, il mio gatto Papaleo. Il vento di primavera sospinse quei fogli fino a Prato, in Toscana. Li raggiunsi mesi dopo insieme con Letizia: facevano bella mostra appesi alle pareti della galleria darte "CE.P.A.C" insieme ad altre opere fantastiche. Ne rimanemmo emozionati ed orgogliosi. Quelle che seguono sono solamente alcune delle vignette che compongono le tavole della storia. Fabio finalmente potrà vederle, grazie ad internet, per la prima volta: dalla sua narrazione nella casa di Daniele sono passati circa vent'anni. Siamo ancora tutti amici. |