Carl Barks
e i paperi drogati
Carl
Barks è il "padre" dei Paperi, avendo inventato praticamente
tutta la famiglia.
Come tutti i classici anche Barks resiste alla attacchi
della censura ottusa, che proprio perché tale non comprende fino in
fondo i frequenti riferimenti a droghe e avventure nella mente, all'oriente
e alla magia, come finestra su altre realtà. nella storia "Paperino
musicista" troviamo in casa di Paperino un quadro,
il cui soggetto è un papero gonfio: le palline esprimono uno stato
confusionale, è supino, ha gli occhi a croce e in mano regge un fiore
tipo papavero.
In "Paperino e l'E.S.S.B." , sempre nella casa del buon Paolino, troviamo un altro indizio
sempre riguardante l'arredamento: sopra un mobile d'angolo con tre
ripiani e' rappresentata una cosmogonia buddista, cioè un budda papero,
un elefante e un vaso tondeggiante che rappresenta il mondo. Barks
nelle sue storie inseriva solo gli elementi essenziali alla narrazione;
quindi nei casi citati ci troviamo di fronte a dei veri e propri messaggi
per il lettore più attento.
Il discorso diventa esplicito in altre storie. in "Paperino e la cimice Tuff-Tuff",
Paperino, subisce uno scherzo dei nipotini che, complice lo stato
allucinato indotto al Paolino da una bottiglia di etere rottasi per
caso, lo conducono in un "viaggio" attraverso un'ipotetica
città futura realizzata graficamente attraverso una soggettiva del
papero drogato.
Più spesso, invece, sono sostanze psicoagenti il
mezzo per viaggi in un passato più o meno lontano. Una tisana indiana
e la relativa danza officiata dallo sciamano del villaggio sono il
punto di partenza per la celeberrima avventura "Paperino
nel tempo che fu", dove il papero più sfigato dell'universo
e i suoi tre nipotini vivono un'avventura nella California del 1848,
in piena corsa all'oro. il fatto che per "viaggiare" nel
tempo i paperi facciano ricorso a droghe, non è di poca importanza
ed è messo volutamente per rimarcare la cosa. Nelle storie attuali,
la traslazione temporale avviene invece senza spiegazioni: o si tratterà
come nel caso di Luciano Bottaro dell'uso dei personaggi moderni in
avventure fantastiche o antiche, di loro antenati o sosia in situazioni
storiche-romanzate (i Promessi Sposi, Vai col Vento, etc.), o della
narrazione delle origini dell Dinastia dei Paperi.
Nella storia "Paperino
e il feticcio", fa il suo debutto lo splendido Gongoro.
il Gongoro è un drogato per definizione e viene piu' volte ripetuto
nel corso della storia. Sentite come ne parlano le genti di Paperopoli
nelle prime vignette:
"Un Gongoro! Dovrebbero metterlo in prigione!"
"E per quale motivo? non ha fatto nulla di male! Si accontenta
di andare in giro ad occhi chiusi!"
Qui possiamo leggere le due fazioni della liberazione
delle droghe leggere: chi vuol mettere in prigione il drogato per
principio, "perché si droga", e "disturba" con
la sua presenza "diversa" la società' "normale",
e chi sostiene che fin quando si droga per conto suo, sono fatti suoi.
Ed ancora:Paperino chiede:
"che cos'e' un gongoro?"
"è un tizio che non esiste, ma se esistesse non dovrebbe esistere"
"Tu ne hai visto qualcuno?"
"No! ma se lo vedessi chiuderei gli occhi per non vederlo!"
anche qui il pensiero dell'"uomo medio"
è dichiarato: chiudere gli occhi davanti a ciò che dà fastidio, e
questo basta per cancellarne la realtà. Il drogato non deve esistere
nella società "per bene" e se esiste, basta non pensarci.
In "Re Paperone Primo" il ricco zio ed i nipoti rivivono una vita precedente dopo aver bevuto
un misterioso filtro menmonico celato in una sacca d'acqua sospetta.
L'aver percepito "uno strano profumo" precede
la visione della fantastica resurrezione degli abitanti di Itsa Faka,
antica città assira in "Paperino e
la sposa persiana". I Paperi hanno inalato i processi
mentali di quegli antichi. Paperino e Co. si sniffano praticamente
le ceneri dei morti disciolte in una pozza!
In "Ritorno al Klondike" il protagonista è un Uncle Scrooge dipendente da psicofarmaci (per
curare un'improvvisa amnesia) che ne alterano la psicologia riportandolo
ad un mondo ed ad un passato personale fatto di sentimenti e sensazioni
dimenticati. il via a tutta la conseguenza degli eventi è dato da
un caffè drogato che Goldie fa bere a Paperone, che ammette di essere
drogato. La testimonianza della pericolosità che a questi riferimenti
veniva attribuita in casa Disney è nella censura, proprio in questa
storia, di quattro vignette dove ritornavano le allusive bollicine
intorno alla testa di Zio Paperone.
In "Paperino e il
sentiero dell'Unicorno" Donald Duck va a caccia dell'animale
mitologico (la cui polvere di corno si ritiene abbia elevate proprieta'
di alterare la mente e la fisiologia) per conto dello zio Paperone,
che vuole tenerlo nel suo zoo. La prima tappa è in India, a Sangri-la.
Quando l'unicorno vien trovato, catturato e portato via, si sfianca
sulla lunga via del ritorno. A capo chino, con la lingua di fuori,
distrutto dalla stanchezza, assaggia un po' di una muffa presente
su una pietra e subito non solo si riprende, ma salta a zampe all'aria
nitrendo, con forza ritrovata! Idem quando, nello zoo di Paperone,
denutrito e accasciato per terra, immobile e con gli occhi chiusi,
vicino alla morte, dà un morsetto alla solita muffa, e salta in piedi
con sguardo allucinato nitrendo come un esaltato e inizia a rincorrere
i paperi in lungo e largo.
In "Mistero
della Palude", i Paperi perdono ogni ricordo del
loro incontro con i Gneezle a causa delle mele mangiate che, come
dice il re dello strano popolo sono "drogate col succo dell'oblio",
e fanno dimenticare in 2 minuti gli avvenimenti dei due giorni precedenti.
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