FUMETTO - NASCITA DEL FUMETTO - Bibì e Bibò - Arcibaldo e Petronilla - FATTONI ANIMATI
IL FUMETTO
La parola "fumetto" sta a
indicare quella scritta racchiusa dentro una nuvoletta che, in certi racconti per
immagini, esce dalla bocca dei personaggi e ne rappresenta con felice soluzione grafica il
discorso. Gli americani la chiamano "balloon", letteralmente
"pallone", perché il più delle volte ha una forma sferica, mentre i francesi,
più sofisticati, la indicano con la parola "ectoplasme", come se i personaggi
raffigurati fossero nient'altro che fantasmi.
Più genericamente, però, con "fumetto" si intende anche il racconto stesso,
formato da una serie di vignette disposte orizzontalmente l'una a fianco dell'altra e da
leggersi da sinistra a destra.
Il racconto di questo tipo si chiama, nei paesi di lingua inglese, "comic strip"
o semplicemente "comic", oppure anche "funny story", perché agli
inizi era una storiella comica con personaggi caricaturali, e in Francia "bande
dessinée", ossia "striscia disegnata".
Oggi comunque sotto la comune denominazione di fumetto vengono raggruppate non solo le
storie umoristiche, ma anche quelle western, di gangsters, di guerra, di spionaggio e
così via.
Tuttavia i vari termini usati finora, oltre a essere restrittivi e imprecisi, testimoniano
la scarsa considerazione accordata ovunque a una forma di espressione che non è stata
capita e ritenuta degna di una definizione più appropriata.
NASCITA
DEL FUMETTO
La nascita
del fumetto risale alla fine del secolo scorso, quando il disegnatore americano Richard
Felton Outcault, nel 1895, iniziò a pubblicare, nell'edizione domenicale del New York
World, le sue tavole denominate Down Hogan's Alley.
Si trattava di un'unica grande
vignetta, formicolante di curiose e squallide figure, di diseredati della rozza e
facinorosa suburra newyorkese, che ruotavano attorno al personaggio fisso di un grottesco
ragazzino completamente calvo, con gli orecchi a sventola, vestito con un camicione giallo
lungo fino ai piedi: venne battezzato con il nome di Yellow Kid.
Nelle tavole suddette, zeppe di scritte che campeggiavano sul muri, sulle staccionate, sui
cartelloni tenuti in mano dalla folla e soprattutto sul camicione del protagonista,
Outcault manifestò fino al sadismo tutto il suo disprezzo per una umanità cenciosa e
miserabile.
Assieme a Outcault, il quale dopo Yellow
Kid illustrò le avventure di Buster Brown, un lepido e lindo fanciullo di buona famiglia
che con le sue marachelle si aceattivò subito le simpatie dei lettori, tra gli iniziatori
americani ricordiamo James Guilford Swinnerton. Egli dette vita, oltre che all'ingenuo e
romantico Little Jimmy, a un gruppo di simpatici tigrotti che si comportano come esseri
umani e che sono considerati come gli antenati di tutti i felini apparsi successivamente
nel mondo dei fumetti, da Krazy Kat a Mio Mao.
Tra i personaggi dei fumetti, nati proprio
allo scadere dell'Ottocento, troviamo i due impenitenti e pestiferi monelli Bibì e Bibò,
che tormentavano con i loro tiri birboni Capitan Cocoricò e la Tordella in una non
identificata isola africana, e lo spassoso Fortunello, un ingenuo buon diavolo,
continuamente fatto bersaglio di scherzi malvagi.
I primi fumetti possiedono
caratteristiche comuni: la crudeltà con cui i personaggi si scagliano contro le loro
vittime e l'umorismo rozzo e grossolano che riflette il gusto prevalente e il costume del
tempo, di un'America che ancora manteneva lo spirito cinico dei pionieri.
Siffatte
letture, dense di violenza e volgarità, finirono con il provocare un'ondata di preoccupazione da parte della borghesia benpensante, di moralisti e di
educatori.
Outcault fu costretto ad arrendersi al
conformismo e a sostituire il troppo esuberante Yellow Kid (che una volta aveva perfino
picchiato a sangue un povero negretto) con il meno sadico Buster Brown, più vicino ai
ragazzi dell'epoca di quanto lo fossero i personaggi che l'avevano preceduto. Questo
discolo, dopo essersi divertito a distruggere la tranquillità di parenti e conoscenti,
nell'ultima vignetta innalzava un cartello sul quale erano riportati giudiziosi
proponimenti e saggi consigli.
CARTONI
DOPATI
Molto interessante l'ichiesta
sul doping nel mondo
dei cartoon proposto da Riccardo Corbò nel corso di un fortunato
Forum nella trasmissione radiofonica del GR1 Rai Golem.
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